Esercizio di consapevolezza del respiro

Sistemati, ora, in una posizione seduta che sia per te confortevole. Puoi scegliere di stare seduto su una sedia, cercando, in tal caso, di mantenere la schiena non appoggiata allo schienale della sedia, ma mantenendo la schiena perfettamente diritta, non rigida e avendo cura di tenere i piedi paralleli con le piante dei piedi perfettamente aderenti al suolo e le mani comodamente appoggiati al suolo e alle gambe, oppure puoi scegliere di sederti su una superficie solida, sul pavimento, avendo cura di mettere dei cuscini spessi sotto il bacino in modo da sollevarti almeno 8-10 cm. dal pavimento, oppure puoi scegliere di usare una panchetta da meditazione ed in ogni caso cerca di tenere la schiena dritta, ma non rigida, le spalle rilassate ed anche il torace rilassato, la testa allineata con la schiena, le mani possono stare comodamente appoggiate sulle ginocchia oppure facendo in modo che il palmo della mano sinistra accolga dolcemente il dorso della mano destra e tenendo le punte dei pollici a contatto fra loro.
Assumi una posizione che ti permetta di sentirti presente e ben a contatto e radicato con tutto ciò che ti sostiene, una postura che ti dia un senso di calma, di tranquillità, una sensazione di essere presente a te stesso e che ti trasmetta un senso di profonda dignità. Una postura stabile, ferma, imperturbabile che solo tu puoi decidere di modificare.

Osserva, allora, per un po’ le sensazioni di contatto presenti in tutte quelle parti del corpo che aderiscono con ciò che ti sostiene, senti come la forza di gravità ti tiene ancorato al suolo, momento per momento.
Durante questo esercizio, come in qualsiasi esperienza di mindfulness e meditazione, non c’è alcuno stato che vogliamo raggiungere, alcun obbiettivo da perseguire, ma semplicemente concederci di accogliere qualsiasi esperienza si presenti alla nostra consapevolezza, momento per momento, con un senso di accettazione, di compassione e di gentile curiosità, e dopo che abbiamo preso consapevolezza della nostra postura e ci siamo ben sistemati, decidiamo di portare la nostra attenzione verso il respiro, in modo che il respiro diventi ora il nostro centro, il nostro riferimento principale, la nostra ancora, non dobbiamo respirare in modo particolare, lasciamo semplicemente che il respiro respiri da sé, come d’altra parte fa sempre, da sempre, dal nostro primo giorno di vita, semplicemente limitiamoci ad ascoltare il nostro respiro, non importa se lento o se veloce, comunque il respiro continua a respirare.

In qualsiasi momento potranno comparire dei pensieri che tenderanno ad allontanarci dalla nostra consapevolezza del respiro e del nostro corpo, in questo momento. Quando questo accade semplicemente notiamo che sta accadendo, notiamo che stanno passando dei pensieri, osserviamoli passare, accogliamoli, ma ogni cerchiamo di riportare, il prima possibile la nostra attenzione al nostro corpo e al nostro respiro. Non importa quante volte la nostra mente vagherà altrove, ogni volta ritorniamo nel qui ed ora con il nostro respiro e può essere utile, per portare maggiore consapevolezza al nostro respiro, notare attentamente le sensazioni che il respiro crea a livello dell’addome, notando come cambiano continuamente, a seconda che inspiriamo o espiriamo. Durante l’inspirazione il nostro addome si espande delicatamente e durante l’espirazione si sgonfia e si distende delicatamente. Possiamo anche notare le brevi pause presenti tra un’inspirazione e la successiva espirazione e tra ogni espirazione e la successiva inspirazione. Ascoltiamo profondamente questo flusso di vita continuo, interminabile, inarrestabile. Il respiro può veramente diventare la nostra ancora, perché il respiro è ciò che di più reale e concreto e presente abbiamo, momento per momento ed è sempre presente, sempre disponibile, non dobbiamo cercarlo, non dobbiamo chiederlo a nessuno, semplicemente accorgerci di lui e starci insieme, in modo accogliente, gentile, diventando testimoni del nostro respiro.

Puoi anche immaginare di vedere o di percepire realmente l’aria che è carica di ossigeno entra attraverso le narici e scende in basso fino alla parte bassa dell’addome, per poi fare tutto il percorsi inverso dall’addome per poi fare tutto il percorso inverso dall’addome verso le narici durante l’espirazione, l’aria entra e l’aria esce continuamente, accogliendo qualsiasi esperienza si presenti durante questa nostra osservazione. Potresti anche scegliere, se ti è più agevole, di osservare il respiro a livello del torace, notando come il torace si espande delicatamente mentre inspiriamo e poi si racchiude delicatamente mentre espiriamo, oppure puoi scegliere le narici come centro di osservazione del tuo respiro, notando attentamente le sensazioni che crea l’aria carica di ossigeno mentre entra attraverso le narici ed esce liberata dall’ossigeno dalle stesse aperture. Ed ora prova a espandere la tua consapevolezza in modo da includere un senso del tuo corpo preso globalmente, dalla pianta dei piedi fino alla sommità del capo, prendi consapevolezza di questa sensazione di unità totale, notando come il tuo respiro, ora, si espande ovunque nel tuo corpo, sentendo come ogni parte del tuo corpo, ad ogni inspirazione, si carica di energia e di vita, sentendo, ora come tutto il tuo corpo sta respirando.

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