Esercizio di Meditazione del mare

Le istruzioni in formato audio di questa meditazione le puoi trovare nel 4° CD (COFANETTO 2) dei CD di Mindfulness.
Questa meditazione ci permette di coltivare la pratica di consapevolezza attraverso un’esperienza immaginativa, quindi sintonizzandoci con qualcosa di non direttamente presente, ma che ci permette allo stesso modo di entrare in un totale contatto con noi stessi e con i nostri sensi nel presente, e di comprendere inoltre in modo profondo i principi e l’essenza della pratica meditativa. L’elemento con cui entreremo in contatto è il mare, che in sé incorpora e simboleggia varie qualità e caratteristiche proprie della mindfulness e dell’esperienza meditativa.

Diversamente dai classici esercizi meditativi, in cui ci si focalizza sul qui e ora, la meditazione del mare ci mette in contatto con qualcosa che non è realmente presente, ma che ci porta a sviluppare e a incorporare dentro di noi quelle caratteristiche del mare, proprie di ogni elemento acquatico, che cerchiamo di coltivare attraverso la pratica di mindfulness: la stabilità, l’imperturbabilità, la ricettività, la calma, la capacità di accogliere e accettare qualsiasi evento compare nella nostra esperienza senza farci cambiare da essi.

Durante questa pratica meditativa cercheremo di incorporare tutte queste qualità e di farle nostre, permettendoci di scoprire e riconoscere la nostra intrinseca stabilità e sviluppando un senso di equilibrio interiore. Questa meditazione ci offre una potente immagine di forza e profondità e la capacità di fronteggiare in pace e tranquillità le difficoltà e i problemi della vita, trovando dentro noi stessi la capacità di diventare nel tempo come le acque immodificabili del mare. Questa massa d’acqua infinita che accoglie sopra di sé tutte le intemperie di questo pianeta, ma restando sempre imperturbabile rispetto ad esse e ritornando alla fine sempre sé stesso.

Mettiti ora in una posizione comoda, in questo esercizio la postura ideale è quella da distesi, ma puoi anche decidere di stare nella posizione seduta o in piedi. Quando ti sei sistemato comodamente nella tua postura, avendo cura di non tenere alcuna parte del corpo in tensione, sintonizzati con il tuo respiro, semplicemente notando le sensazioni che si creano a livello dell’addome quando inspiri e quando espiri.
Pausa…

E mentre ascolti profondamente il tuo respiro Immagina di trovarti ora su una bellissima spiaggia, la più bella e tranquilla spiaggia che puoi immaginare. Puoi pensare a una spiaggia che hai realmente visitato nella tua vita oppure una spiaggia vista in qualche foto o documentario. L’atmosfera è calma, l’aria è calda, ma non umida, e la temperatura dell’aria è gradevole. Il cielo è di un blu intenso e limpido. Una brezza lieve accarezza la tua pelle morbidamente. Immagina di essere a piedi nudi e di camminare lentamente sul bagnasciuga osservando ogni tanto le impronte lasciate dai tuoi piedi ad ogni passo, il segno del tuo passaggio… Ti senti ad ogni passo profondamente radicato con il suolo che ti sostiene e senti la sabbia fredda, bagnata e compatta. Ad un certo punto un’ onda arriva fino ai tuoi piedi e senti l’acqua che li avvolge piacevolmente per qualche istante e poi si ritira, lasciandoti un’intensa sensazione di freschezza. E inizi a contemplare il mare fino all’orizzonte. Una distesa infinita, che come un immenso specchio argentato riflette i raggi del sole, una massa di pura luce bianca.

Osserva e ascolta ora le onde del mare, questo ritmico e inarrestabile andamento della risacca… ogni tanto il rumore dei flutti si fonde con il verso dei gabbiani che si innalzano nel cielo azzurro per poi tuffarsi nel mare in cerca di nutrimento. Il tuo respiro è come l’onda del mare, sale durante l’inspirazione, raggiunge il suo apice e poi precipita come l’onda dissolvendosi durante l’espirazione.
Pausa…

Puoi anche immaginare ora di cavalcare l’onda con il tuo respiro, inspirando sali con l’onda, espirando scendi, inspirando sali, espirando scendi… Il nostro respiro è proprio come le onde dell’oceano, a volte alte e agitate, altre volte calme e placide, ma in qualsiasi condizione, sia il respiro che l’onda non cessano mai di esistere e di riformarsi in continuazione.

Come la superficie dell’oceano s’increspa quando soffia il vento, così anche la nostra mente tende ad agitarsi e a divenire reattiva in presenza di turbolenze esterne. Ma se proviamo a scendere quattro o cinque metri sotto la superficie del mare troviamo solo un lievissimo movimento: a quella profondità l’acqua è calma anche quando la superficie è tempestosa. Lo stesso accade quando ‘scendiamo’ nella pancia, a livello dell’addome e lì dirigiamo la nostra attenzione: ci sintonizziamo su una regione del corpo che è sottostante all’agitazione della mente pensante ed è intrinsecamente più calma.

E quando la nostra attenzione si è stabilizzata sul respiro, da lì possiamo osservare tutto ciò che accade intorno ad esso: pensieri, immagini, ricordi, stati d’animo, sensazioni fisiche, odori, suoni, diventiamo semplici osservatori e testimoni di tutto questo, senza farci turbare in nessun modo da ciò che osserviamo, sospendendo qualsiasi giudizio o ragionamento rispetto all’oggetto della nostra osservazione, esattamente come il mare che è “consapevole” di ciò che accade in superficie, ma nella profondità dei suoi abissi rimane sempre immutato e imperturbabile.

Il mare è come la nostra vita, turbolento e agitato a volte, violentemente tempestoso in rari momenti, ma anche placido e sereno. Il mare è capace di accettare ogni condizione che si presenti senza rifiutarla o combatterla o evitarla, ma semplicemente accogliendola dentro di sé consapevole che ogni condizione esterna non può modificare in nessun modo la sua struttura intrinseca, il mondo che c’è sotto la superficie, che continua a vivere placido e inattaccabile nella sua totalità.

Allo stesso modo noi possiamo coltivare un profondo e liberatorio senso di accettazione semplicemente accogliendo nella nostra esperienza di vita ogni evento piacevole o spiacevole che accade dentro e fuori di noi, “lasciandolo essere”, e dirigendo i nostri sforzi e le nostre energie verso ciò che possiamo cambiare nella nostra vita. Le onde come il nostro respiro, inarrestabili e imperturbabili, segnalano la continuità della vita, la nostra come quella del mare. Imparando a stare con il respiro riusciremo a dare alla nostra vita stabilità ed equilibrio come quelli che da milioni di anni appartengono a tutti i mari e oceani.

Copyright © Fabrizio Didonna (2010) – Riproduzione vietata

Pin It on Pinterest

Share This

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi