La Meditazione di Mindfulness nella Formazione Aziendale e nelle Organizzazioni

Benessere e consapevolezza in Azienda: perché?

meditation1La mindfulness, uno degli insegnamenti fondamentali dell’antica psicologia buddhista, è diventata negli ultimi vent’anni uno dei più importanti oggetti di studio da parte della ricerca scientifica e si è assistito a una crescita esponenziale dell’interesse verso questa disciplina da parte dei media, determinando un’introduzione sempre più diffusa e capillare delle pratiche meditative di questo tipo all’interno dei contesti più disparati.

La mindfulness è un modo apparentemente semplice di rapportarsi a ogni esperienza, interna o esterna a noi; è un atteggiamento mentale capace di ridurre la sofferenza, di salvaguardare e mantenere il benessere acquisito e preparare il terreno per una trasformazione personale positiva. Si tratta di un processo psicologico fondamentale che può modificare il modo in cui rispondiamo alle inevitabili difficoltà della vita, non solo allo stress e alle sfide esistenziali quotidiane, ma anche a problemi psicologici gravi, come la depressione cronica, le dipendenze patologiche, il disturbo ossessivo-compulsivo e disturbi d’ansia di diverso tipo.

Così come possiamo migliorare la nostra forma fisica, o modellare i nostri muscoli, attraverso esercizi fisici regolari, possiamo anche sviluppare lo stato di mindfulness con pratiche mentali intenzionali. La mindfulness consiste in un particolare stato mentale che viene coltivato e sviluppato attraverso una pratica meditativa chiamata vipassana (dal Sanscrito “Vedere le cose per come sono”) o insight meditation, i cui effetti sono dimostrati da diversi decenni da numerosi studi scientifici.

Origini e definizione del termine mindfulness

Da un punto di vista etimologico, il termine mindfulness è la traduzione inglese della parola in lingua Pali sati. La lingua Pali era l’idioma della psicologia buddhista 2.500 anni fa e la mindfulness era l’insegnamento centrale di questa tradizione sviluppatasi come metodo finalizzato alla comprensione e alla cessazione della sofferenza umana. Il termine sati connota consapevolezza, attenzione e ricordo, concetti che definiscono uno stato di coscienza. La mindfulness nella psicologia contemporanea viene definita come una modalità mentale, uno stile di pensiero o una coscienza metacognitiva, in cui i pensieri, le emozioni e le azioni vengono liberati dalla dominazione degli automatici e abituali schemi di elaborazione che attivano e mantengono molti stati disfunzionali, attraverso un progressivo processo di consapevolezza e di decentramento.

Jon Kabat-Zinn, l’eminente pioniere dell’applicazione terapeutica della mindfulness, la definisce come “la consapevolezza che emerge prestando intenzionalmente attenzione, nel momento presente e in modo non giudicante, al dispiegarsi dell’esperienza, momento per momento” (Kabat-Zinn 2003).

La consapevolezza è uno stato intrinsecamente potente e l’attenzione, che è consapevolezza focalizzata, è ancora più potente. Il semplice divenire consapevoli di ciò che accade, dentro e intorno a noi, è l’inizio della liberazione dalle preoccupazioni mentali e dalle emozioni difficili da gestire.

La mindfulness rappresenta uno stato mentale con il quale entriamo raramente in contatto durante la vita quotidiana; il tipico stato della nostra mente è infatti assolutamente privo di consapevolezza (gli anglosassoni definiscono questo stato abituale della mente mindlessness, cioè l’opposto della mindfulness). Trascorriamo la maggior parte del tempo persi in ricordi del passato o in fantasie e piani riguardo al futuro. Molto spesso inseriamo “il pilota automatico”: la mente è da una parte e il corpo da un’altra.

Secondo un recente studio dell’Università di Liegi (2013) le persone mediamente dedicano mentalmente il 43% del loro tempo durante la veglia a pensare al futuro, il 26% al passato e solamente il 15 % al presente (un 16% è di collocazione temporale incerta). Quindi noi dedichiamo quasi il 70 % della nostra vita a due dimensioni temporali che semplicemente non esistono.

Quali sono gli esercizi o pratiche principali?

meditation2Gli esercizi o pratiche meditative principali sono quelli che utilizzano il respiro e la postura come supporti che aiutano la persona a centrarsi su sé stesso e sul qui e ora, a gestire lo stress e a coltivare attenzione e concentrazione rispetto ai compiti sui quali si ritrova impegnato.

Si suddividono sostanzialmente in:

  • esercizi formali, cioè quelli che richiedono una particolare postura, un ambiente adatto e silenzioso e un certo tempo (dai 15 ai 45 minuti ca.) e che prevedono una focalizzazione dell’attenzione sul respiro o il corpo e l’osservazione non reattiva e non giudicante degli stati interni (pensieri, emozioni e sensazioni fisiche): esempi di esercizi di questo tipo sono il body scan (esplorazione corporea), la consapevolezza del respiro, la meditazione seduta e la camminata consapevole.

  • esercizi informali, che consistono nel portare maggiore consapevolezza, a volte fermandosi e respirando, nelle diverse attività quotidiane, ad esempio mentre mangiamo, quando ci laviamo, camminando o durante una prestazione lavorativa.

Che cosa possono ottenere manager e personale aziendale attraverso la pratica di mindfulness?

Diverse aziende, all’estero, e più recentemente anche in Italia, stanno introducendo corsi e programmi di addestramento alla pratica di mindfulness nei loro programmi di sviluppo delle risorse umane. Questo si sta verificando anche all’interno di molte business school, che sono i luoghi di formazione elettivi dei futuri manager. Perché questo sta avvenendo?

La cosiddetta “Qualità Totale” all’interno delle organizzazioni persegue come obiettivo il maggior profitto aziendale e ha come focus di intervento operativo la persona umana che vive e lavora in Azienda. Ne consegue che la realizzazione di qualsiasi miglioramento aziendale finalizzato al raggiungimento di una posizione leader di mercato e il percorso di formazione necessario ad attuarlo, devono porsi come obiettivo primario una accresciuta efficienza degli standard qualitativi personali, che nella leadership e nei dipendenti può concretizzarsi solo se gli scopi dell’Azienda riescono a coincidere con quelli dell’individuo e viceversa.

È stato verificato che una Formazione delle Risorse Umane che si limiti all’acquisizione di nuove nozioni e informazioni, ma che poi non sia in grado di migliorare qualitativamente le prestazioni individuali e le dinamiche relazionali all’interno dell’Azienda, poiché non si modifica il modo di essere e di agire dei suoi collaboratori, si rivela una formazione parziale e un inutile dispendio di risorse e di tempo.

Anche per questi motivi da alcuni anni, stimolati e incoraggiati dall’esempio di esperienze derivate dal modello avanzato statunitense e orientale, le realtà aziendali più all’avanguardia hanno cominciato a implementare interventi volti allo sviluppo del ‘benessere’ aziendale.

Per l’azienda, i manager e il personale, ma anche la clientela è possibile realizzare specifici spazi di benessere fisici e temporali all’interno dell’ambiente lavorativo o particolari momenti formativi strutturati e continuativi capaci di offrire le condizioni necessarie per favorire lo sviluppo e il potenziamento della concentrazione, incrementare le prestazioni, gestire lo stress e determinare le migliori condizioni lavorative.

Alcune aziende introducono sempre più benefit collegati al benessere, altre cominciano a progettare e implementare vere e proprie politiche di cura della persona; il benessere nel contesto professionale sta diventando un fattore essenziale in relazione alla motivazione e alla produttività del personale, a qualsiasi livello.

I motivi per cui si cerca di promuovere e coltivare il benessere in azienda attraverso le pratiche di mindfulness sono molteplici, ma tutti finalizzati a degli obiettivi fondamentali: migliorare le performance interne di dipendenti e collaboratori e le dinamiche interpersonali e ottimizzare e potenziare le risorse personali individuali.

La Meditazione di Mindfulness come potente strumento di promozione del benessere psico-fisico e come fattore essenziale della cultura organizzativa

La meditazione di mindfulness è una pratica antichissima consistente in un ascolto attivo e profondo di sé finalizzato a prendere consapevolezza momento per momento dei propri stati interni (pensieri, sensazioni ed emozioni). La pratica meditativa è un processo di sviluppo di un nuovo rapporto con la propria esperienza e di modificazione e progressivo abbandono dei condizionamenti disfunzionali appresi durante la propria storia di vita che costituiscono i nostri “ostacoli” nel rapporto con noi stessi e con gli altri. È un metodo di apprendimento trasformativo, ovvero un processo attraverso cui possiamo trasformare la nostra esperienza abituale per accedere a nuove possibilità, quali diversi modi di agire, di vedere il mondo, di vivere le relazioni. La meditazione, attraverso un atteggiamento di osservazione accettante, non-giudicante e non reattiva verso l’esperienza interna ed esterna permette di attuare le scelte più vantaggiose nel proprio operare nei vari ambiti dell’agire quotidiano. Tale atteggiamento permette di diventare più consapevoli di come le nostre convinzioni, credenze e schemi mentali influenzano i nostri stati d’animo e conseguentemente i comportamenti, anche nell’ambito aziendale o lavorativo.

Attraverso la meditazione la persona sviluppa la migliore integrazione mente-corpo, ma apprende anche ad armonizzare le emozioni con la sfera mentale lasciando così spazio all’emergere di quelli che sono i bisogni reali dell’individuo, valorizzando le sue potenzialità e attitudini e imparando a vedere le cose con “lenti nuove”. É un modo di essere che aiuta a star bene con sé stessi, e a sviluppare un rapporto più efficace e costruttivo con gli altri.

Considerando le potenzialità sopradescritte della meditazione diventa abbastanza intuitivo comprendere in quali modi l’utilizzo di tale pratica può declinarsi all’interno di un progetto di formazione aziendale. Il rationale dell’implementazione della meditazione in azienda consiste fondamentalmente nel promuovere nell’individuo un cambiamento profondo nel modo di rapportarsi alla dimensione lavorativa: nel modo in cui le persone percepiscono il loro ruolo, la relazione con gli altri, il significato stesso di lavoro. La forza infatti dell’esperienza meditativa si manifesta quando riusciamo a spostarci progressivamente dall’attenzione centrata su di sé all’empatia verso l’altro; dalla percezione di sé come individui isolati alla percezione di sé come interdipendenti; da un atteggiamento che affronta gli eventi secondo il modello lineare del problem solving, ad un atteggiamento creativo di ristrutturazione cognitiva delle situazioni determinato da un nuovo modo di “usare” la mente. Lo “stato meditativo” non è mai una condizione passiva, in realtà in tale pratica l’individuo attivamente e intenzionalmente impara ad aprire spazi nuovi nella propria vita, apprendendo il valore del fermarsi, per verificare la validità di ciò che sta facendo e trovando la direzione più vantaggiosa rispetto al proprio operato.

Quali aziende adottano oggigiorno programmi formativi basati sulla mindfulness?

Tra le aziende più importanti che hanno deciso di implementare percorsi e programmi basati sulla mindfulness per i manager e i collaboratori troviamo Apple (fornisce spazi dedicati ai dipendenti consentendo loro di avere 30 minuti al giorno per meditare in ufficio, fornendo corsi sulla mindfulness e yoga, in una sala allestita allo scopo), Nike (i dipendenti hanno accesso a sale relax, e possono prendere parte a corsi di meditazione e yoga, senza dover mai lasciare l’azienda), AOL Time Warner (la società ha aggiunto corsi di meditazione nella giornata di lavoro), Google (ha sviluppato un programma di corsi di mindfulness volto ad aiutare i dipendenti a imparare a respirare consapevolmente, ascoltare i colleghi e a migliorare la propria intelligenza emotiva), Yahoo! (i dipendenti possono usufruire di sale per praticare varie tecniche meditative per ridurre lo stress durante il lavoro o per interagire con altre persone che condividono i loro interessi), Procter & Gamble (l’azienda offre un’ampia gamma di programmi di salute e fitness che comprendono corsi di meditazione e spazi per il rilassamento all’interno degli spazi aziendali), Deutsche Bank (all’interno di questa multinazionale sono stati offerti corsi di meditazione e di rilassamento, in specifici spazi dedicati, allo scopo di ridurre lo stress dei dipendenti e di creare benefici mentali e operativi sul posto di lavoro).

Quali sono i programmi formativi sulla mindfulness più adatti per le aziende e quali obiettivi perseguono?

Esistono corsi di vari livelli e durata, atti a soddisfare esigenze e a raggiungere obiettivi di diverso tipo all’interno delle aziende.

Vi sono ad esempio programmi formativi sulla mindfulness implementati nel contesto lavorativo con frequenza quotidiana o settimanale e corsi o ritiri formativi intensivi in formato residenziale della durata di solito di 3, 5 o 7 giorni, volti a rafforzare non solo l’efficienza e le capacità attentive, ma anche l’empatia, la comprensione e lo spirito cooperativo tra i colleghi.

Altri interventi sono volti a creare degli appositi spazi di meditazione all’interno dell’azienda (le cosiddette “Quiet Room”, dove i dipendenti possono prendersi delle pause meditative e di relax in particolare nei momenti di maggiore stress.

L’utilizzo della Meditazione di Mindfulness in un contesto aziendale è volto a creare principalmente i seguenti effetti e benefici:

  • aiuta a portare la nostra mente nel qui ed ora (Hic et nunc) ovvero a vivere il più possibile il momento presente, liberando la mente dalla continua tendenza a vagare nel passato o nel futuro, spesso in modi controproducenti.

  • Determina maggior efficienza e chiarezza nello svolgimento del lavoro.

  • Rinforza la coesione tra le persone che nasce dalla condivisione di una visione comune della vita e del lavoro.

  • Sviluppa la capacità di rispondere in modo efficace (scelta ponderata) alle situazioni problematiche invece di reagire (modalità automatica).

  • Sviluppo di competenze quali intuizione, creatività, consapevolezza emotiva.

  • Aumento della produttività.

  • Forte riduzione e migliore capacità di gestione dello stress.

  • Maggiore propensione e potenziamento del lavoro in team.

  • Mente più libera e attiva per prendere decisioni e gestire i problemi.

  • Sviluppo delle potenzialità individuali.

  • Favorisce l’apertura al cambiamento e la flessibilità.

  • Miglioramento delle dinamiche relazionali all’interno dell’azienda e nelle interazioni con l’esterno favorendo l’attivazione del fattore cooperativo e la collaborazione nei rapporti interpersonali e di gruppo.

  • Affrontare gli impegni professionali con incremento di energia, determinazione e maggiore lucidità.

  • Miglioramento oggettivo e soggettivo dello stato psicofisico, e in particolare incremento delle capacità attentive, mnemoniche e di concentrazione, unito ad una diminuzione degli stati d’ansia lavorativi.

  • Miglioramento generale nelle prestazioni professionali.

  • Potenziare i personali fattori energetici e riequilibrare e armonizzare il rapporto mente corpo.

  • Imparare a dedicare alla nostra mente le stesse cure che normalmente dedichiamo al nostro corpo.

  • Migliora la comunicazione interpersonale.

  • Sviluppare maggiore consapevolezza e quindi maggior sicurezza in sé stessi e fiducia verso le proprie potenzialità.

  • Estinzine dei condizionamenti e sblocco degli automatismi mentali (piloti automatici).

  • Contribuisce a risolvere i conflitti e armonizza la personalità.

  • Previene il rimuginio mentale che suscita ansia, perdita di concentrazione e inefficienza.

  • Migliora il clima umano all’interno delle organizzazioni.

L’istituto Italiano Mindfulness, il primo Istituto fondato in Italia per la formazione a breve e a lungo termine (Master) in questa disciplina, organizza corsi di formazione e programmi intensivi ad alta professionalità sulla mindfulness all’interno delle aziende, ovvero residenziali di 3 o 5 giorni in formato di ritiro, rivolti a manager, dirigenti o al personale aziendale.

Bibliografia consigliata

Dalai Lama, Benson, H., Thurman, F., Goleman, D., Gardner, H. (1991). Mind Science, an East-West dialogue. Boston: Wisdom Publications. Trad. It. (1993). La scienza della mente. Un dialogo fra oriente e occidente, Chiara Luce Edizioni. Pisa

Didonna, F. (2012). Manuale Clinico di Mindfulness (Trad. it. del Clinical Handbook of Mindfulness). Franco Angeli-Milano

Goleman D. (1997) La forza della meditazione, Rizzoli

Gunaratana, H (1995). La pratica della consapevolezza. In parole semplici. Ubaldini Editore – Roma

Kabat-Zinn, J. (1999). Dovunque tu vada, ci sei già: una guida alla meditazione. TEA – Milano

Kabat-Zinn, J. (2005). Vivere momento per momento. Corbaccio – Milano

Kabat-Zinn, J. (2006). Riprendere i sensi. Corbaccio – Milano

Nairn R. (2000). La mente adamantina. Psicologia della meditazione, Ubaldini Editore-Roma;

Siegel, D. (2007). Mindfulness e cervello. Tr.It. (2009) Raffaello Cortina Editore, Milano.

Siegel, D. (2010). Mindsight: la nuova scienza della trasformazione personale. Tr.It. (2011) Raffaello Cortina Editore, Milano.

Per informazioni su corsi di formazione e ritiri di mindfulness per manager e personale aziendale:

I corsi e i ritiri formativi sono condotti dal Dott. Fabrizio Didonna, fondatore e Presidente dell’Istituto Italiano per la Mindfulness e da altri Insegnanti di Mindfulness con consolidata esperienza e competenza nell’ambito della formazione di mindfulness in diversi ambiti applicativi.

L’Istituto Italiano Mindfulness è il primo istituto in Italia che ha avviato programmi di formazione professionali e di livello internazionale nell’ambito delle applicazioni della mindfulness, a breve termine (2-5 giorni) e a lungo termine (Master annuale). Tali percorsi formativi forniscono una preparazione teorico-esperienziale specialistica e approfondita in diversi ambiti di applicazione e in particolare nel settore clinico, aziendale e didattico.

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